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Cronache parrocchiali delle comunità di San Vittore in Albavilla, Santa Margherita in Albese con Cassano e San Dionigi in Carcano

Cronache parrocchiali delle comunità di San Vittore in Albavilla, Santa Margherita in Albese con Cassano e San Dionigi in Carcano

Chiesa di San Pietro


A Cassano. Detta anche, in dialetto lombardo, “gesa dal campanén stòort” (chiesa con il campanile storto). La chiesa di S. Pietro è un piccolo gioiello  che sorge in posizione isolata rispetto ai nuclei storici di Albese e Cassano, unito alla ex Villa Odescalchi – ora Villa Santa Chiara – da un suggestivo viale di cipressi.

Chiesa di S. Pietro a Cassano: panoramica.

Chiesa di S. Pietro a Cassano: panoramica. Foto scattata nel 2009.

Chiesa di San Pietro: interno.

Chiesa di S. Pietro a Cassano: interno. Foto scattata nel 2009.

Le lontane origini

Due distinte campagne di scavo condotte negli anni ’80 del Novecento, seguite da studi e approfondimenti successivi, hanno individuato diverse fasi di costruzione dell’edificio.

Nell’area antistante l’attuale presbiterio sono emersi resti di una piccola cappella di epoca probabilmente longobarda costruita lungo la strada romana Como-Bergamo; la datazione è suggerita dal ritrovamento di una sepoltura con caratteristiche riconducibili a questo periodo.

Della fase successiva, di epoca carolingia (fine VIII secolo - inizio IX secolo), in cui la chiesa fu ampliata, è stata messa in luce la parte meridionale della muratura perimetrale, con alcuni lacerti di affreschi.

Chiesa di S. Pietro a Cassano: affresco attualmente visibile nei sotterranei.

Chiesa di S. Pietro a Cassano: affresco attualmente visibile nei sotterranei. Foto scattata nel 2016.

Questi dipinti sono visibili sotto l’attuale pavimento, all’angolo sud-est della navata, nel punto di innesto con il presbiterio; i tratti di colore bruno su fondo bianco sono stati interpretati come frammenti della figura di un personaggio seduto, di armi e della zampa di un animale.

Alla seconda metà del secolo XI viene fatto risalire uno degli elementi più interessanti e caratteristici di S. Pietro: il campanile romanico, singolarmente inclinato tanto da essere chiamato in dialetto locale “ul campanén stòort”.

I luoghi di Cazano (Cassano) e Albese sono menzionati tra i possedimenti del prestigioso monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia ceduti con atto notarile del 13 aprile 1174 ai fratelli Maineri di Milano in cambio di altre proprietà. La chiesa invece si trova citata per la prima volta un secolo più tardi nel Liber notitiae sanctorum Mediolani attribuito a Goffredo da Bussero che, tra le sessantuno cappelle della Pieve di Incino ricorda: «Loco Cassano… ecclesia sancti Petri», con un altare dedicato ai santi Filippo e Giacomo.

Sul finire del secolo XV la chiesa fu rimaneggiata con l’aggiunta dell’attuale area presbiteriale, affrescata all’inizio del secolo successivo con il ciclo di dipinti che ancora oggi possiamo vedere; già però nel 1566, in seguito a un’ingiunzione del visitatore diocesano, l’edificio dovette essere restaurato.

Nel secolo successivo la chiesa sarebbe stata adibita a lazzaretto durante l’epidemia di peste del 1629-1630 di manzoniana memoria; ancora nel Seicento l’edificio fu ulteriormente ampliato con l’aggiunta della prima campata occidentale, il rifacimento di una nuova facciata e inoltre l’aggiunta della sacrestia. La chiesa ha sempre mantenuto l’antico orientamento est-ovest. La muratura è in pietra a vista, anche se fino agli anni Ottanta del secolo scorso era coperta da uno strato di intonaco, poi rimosso. La semplice facciata a capanna è aperta da un portale sormontato da una finestra a lunetta.

L’interno è a navata unica con copertura a due falde, divisa in due campate da un arco a sesto ribassato in mattoni; in mattoni è pure l’arco ogivale (a sesto acuto) che introduce nel presbiterio, coperto invece da una volta a crociera.

Chiesa di S. Pietro: piantina della chiesa com'è attualmente.

Chiesa di S. Pietro: piantina della chiesa com'è attualmente.

Chiesa di S. Pietro: parete di fondo dell'abside.

Chiesa di S. Pietro: parete di fondo dell'abside [1-2-3]. Foto scattata nel 2017.

Le pareti del presbiterio e della seconda campata sono decorate da numerosi dipinti di carattere devozionale in prevalenza ascrivibili al XVI secolo.
Sulla parete di fondo dell’abside campeggia nella parte inferiore un dipinto con la Madonna in trono con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano [1], inquadrati in un contesto architettonico formato da tre archetti separati da pilastrini decorati con capitello. L’opera è datata 1500 e firmata da Giovanni Giacomo de Magistris (della bottega del più noto Giovanni Andrea), su commissione di Luigi de Carpanis (Carpani), Antonio de Lavolta e Pietro di Cassano, come si può leggere sulle fasce inferiore e superiore del dipinto.
Lo sovrasta una Crocifissione [1] sempre dei primi del Cinquecento, con il Crocifisso tra Maria e San Giovanni, collocata entro la medesima cornice.

Ai lati della parte inferiore della composizione centrale risaltano altri dipinti devozionali fatti risalire sempre al secolo XVI. A sinistra spicca una Madonna in trono con il Bambino e san Pietro [2], raffigurato con il suo attributo iconografico, le chiavi del Regno dei Cieli; a destra una dolcissima Madonna del latte con santo Francescano [3], gruppo che continua nella parete attigua del presbiterio con la figura di san Bernardino da Siena [4], raffigurato con tre mitrie (in ricordo della sua rinuncia alle sedi vescovili di Siena, Ferrara e Urbino) e il sole raggiato.

Alla Madonna del latte si sovrappone un dipinto posteriore, che circonda il tabernacolo in marmo di Musso (fine secolo XV-XVI), raffigurante nella lunetta Dio Padre e lo Spirito santo [3] e con, ai lati, due angeli portaceri.

Sulla parete destra del presbiterio campeggia una cinquecentesca Crocifissione con san Pietro e un santo guerriero [5] con la palma del martirio e la lancia spezzata, probabilmente san Giorgio, commissionata da Giacomo de Mogliana (Moiana) e Tommaso de Meron (Meroni) come si evince dall’iscrizione posta a lato.

Sulla parete destra della chiesa, al di sopra di un’apertura ora murata, è ancora visibile un lacerto di affresco in cui si riconosce una decorazione a girali, un’aquila, frammenti di una torre e di una figura umana, probabilmente una Madonna con il Bambino [6] perché si riesce a individuare un mento, un’aureola e una manina.

Chiesa di San Pietro: crocifissione con sant'Antonio Abate e san Pietro e, a destra, santa Caterina.jpg

Chiesa di San Pietro: crocifissione con sant'Antonio Abate e san Pietro [7] e, a destra, santa Caterina d’Alessandria [8].

Sulla parete opposta spicca un dipinto con il Crocifisso tra san Pietro e sant’Antonio Abate con il maialino [7], quasi interamente troncato dall’apertura di una finestra in epoca successiva; vicino a sant’Antonio si può intravedere lo stemma della famiglia Carpani. Di fianco si è conservato un dipinto raffigurante santa Caterina d’Alessandria [8]; san Carlo Borromeo, nella sua visita pastorale del 1574, cita un altare dedicato alla santa, dotato da un certo Gabriele Carpani con testamento del 1513.

Su una pietra della parete del campanile che dà all’interno della chiesa, si può ancora osservare ciò che rimane della figura di un gallo di colore rosso [9], attributo iconografico di san Pietro.
L’unica tela presente nella chiesa è collocata attualmente sulla parete sinistra del presbiterio e rappresenta Cristo Crocifisso tra san Pietro e san Francesco [10], firmata da Carlo Fontana che la dipinse nel 1658 su commissione di Francesco Cocquio, proprietario terriero locale, di cui è riportato anche lo stemma.

Sul muro esterno meridionale della chiesa, accanto a una cassetta per le elemosine [11] del 1634, è presente un dipinto dello scorso secolo di una Madonna con Bambino [12], opera di Gino Antognazza in sostituzione di uno più antico, circondato da una profonda devozione popolare, ricordata dalla lapide sottostante: «Gli abitanti di Cassano, preservati dal colera nel 1867 riconoscentissimi ponevano».

Testo realizzato nel 2017 a cura di Silvia Fasana, con il contributo del gruppo di studio sulla chiesa di S. Pietro.