Un impegno che viene dal cuore: l'immagine della Vergine della Pace, realizzata da Raffaele Beretta in Argentina
Raffaele Beretta vive e lavora ad Albese con Cassano dove risiede dalla nascita. Trova ambito espressivo anche nella scultura monumentale, partecipata e sociale, con opere che coinvolgono fattivamente le comunità destinatarie. Nel gennaio e febbraio 2026, ha realizzato plasticamente, in Argentina, una “Pala d'altare”, raffigurante la Virgen de la Paz, opera che ha donato all'omonima chiesa in via di completamento in Tres Esquinas.
Nella località di Tres Esquinas, ubicata nel dipartimento di Sarmiento, nella parte meridionale della provincia di San Juan, si trova anche l'antica Cappella della Vergine della Pace, da tempo resa impraticabile da un terremoto.
A 300 metri da quella primigenia cappella, per circostanze di cui diremo in seguito, si è realizzata parte di una nuova chiesa, che, per il fatto di non avere ancora una copertura, nel paesaggio appare come un monumento alla memoria. Non ha la morfologia delle grandi chiese destinate a dominare l'orizzonte delle città, bensì quella di un edificio volumetrico, fortemente connesso alla storia locale e nazionale, un simulacro di sobrietà architettonica e spirituale.
Priva del tetto, manca di intonaci e di ornamenti e ha un piccolo campanile che si alza appena, dal livello della facciata della chiesa, eppure, in un mondo in cui si ostenta grandiosità, questo surreale edificio è una salda testimonianza di fede.

La chiesa della Virgen de la Paz, in costruzione, con già la scultura immaginata nella notte.
Un'opera che trae ispirazione dalla conoscenza del popolo Huarpes
Raffaele ha lavorato in luoghi di peculiare significato culturale e religioso. Nel 1973, fu chiamato a collaborare, da Glauco Baruzzi, già suo professore a Brera, a una campagna archeologica e di restauro nella biblica città di Nebo, con gli studiosi dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, continuando poi nell'incarico per un arco temporale di venti anni, sulla sommità dello stesso Monte Nebo, in stretta collaborazione con padre Michele Piccirillo, contribuendo, con idee e lavoro, al restauro ed alla rivitalizzazione dell'antico santuario legato alla figura di Mosè che, su quel monte che si affaccia sulla valle del Giordano e sulla "Terra promessa", concluse il suo itinerario terreno. Nel 1980, la Custodia Francescana di Terra Santa, in seguito a concorso fra più artisti, gli assegnò la commissione di realizzare un bassorilievo bronzeo, tuttora collocato nella Cappella della Resurrezione, nella Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.
A quel concorso, partecipò anche Angelo Biancini, artefice di mirabili opere, a Nazareth, nella Nuova Basilica dell'Annunciazione, lo stesso artista che, proprio in Argentina, in San Juan Capital, nell'ambito della ricostruzione della Cattedrale devastata dal terremoto, ha realizzato le figure scultoree del presbiterio e il portale bronzeo.
L'incontro di Beretta con le genti della Provincia argentina di San Juan è stato determinante anche per la realizzazione dell'attuale opera nella Cappella della Virgen de la Paz. Dopo aver conosciuto Teresa Micheli, all'epoca direttrice dell'Istituto e Museo Mariano Gambier, di San Juan, ha iniziato ad approfondire le vicende dei popoli nativi. Il suo contatto con le comunità huarpe ha risvegliato in lui un moto immaginifico che lo ha portato a realizzare, in Pocito di San Juan, un'opera, "La deportazione degli huarpes", che evoca, non solo le prevaricazioni sopportate dai popoli nativi, ma anche il ciclico ripetersi di devastanti situazioni di vilipesa umanità, come l'attualità angosciosamente conferma.

Pocito de San Juan, Argentina, 2017. Maestre e allievi della Scuola Luis Vernet, con Raffaele Beretta, di fronte alla “Depoortazione degli huarpes” (17x 2,50 m), opera a cui lavorarono congiuntamente.
Gli huarpes sono il popolo indigeno delle Preande argentine, pressoché estinto in conseguenza della conquista spagnola, a causa di deportazioni, lavori forzati, malattie e per il determinarsi di un meticciato che ancora oggi tenta di rintracciare una propria identità. Nel suo modo di sintonizzarsi con la spiritualità più profonda delle anime pure, Beretta ha potuto creare, con "La deportazione degli huarpes", un'opera in grado di evocare il dramma degli originari abitanti di quelle terre.
Gli huarpes, nel tentativo di sottrarsi alle deportazioni, si rifugiarono in un luogo paludoso ancora oggi denominato "Laguna de Guanacache", sul limitare del quale si trova appunto il territorio di Tres Esquinas e la primigenia Cappella della Virgen de la Paz, poi abbandonata per via del terremoto.
Beretta è giunto in quel luogo per aver ospitato per tre mesi in Italia, tramite l'associazione "Communitas", Wilson David Zalazar, che ad Albese ha lavorato alla realizzazione di un'altra monumentale opera, "La Porta del Cielo", della quale ci auguriamo di avere modo di parlare in altre occasioni.
Raccontando della sua esperienza in Italia, ha di fatto stabilito contatti con i responsabili della chiesa che è a Tres Esquinas, determinando gli sviluppi successivi.
Il movente per la costruzione della nuova chiesa della Virgen de la Paz paradossalmente si origina da quella che poi passerà alla storia come "Guerra delle Malvinas". Nel corso di quella guerra, il 2 maggio del 1982, un sottomarino nucleare britannico silurò l'incrociatore argentino "General Belgrano", causandone il rapido affondamento. Uno dei 1100 marinai a bordo della nave era Martin Romero, all'epoca ventiduenne, nativo appunto di Tres Esquinas.
Per giorni, a parte la notizia dell'affondamento, alla popolazione non furono date notizie in merito alle 323 vittime ed ai 793 sopravvissuti, recuperati nell'Atlantico.
Donna Pabla Diaz, madre di Martin Romero, affranta dalla notizia dell'affondamento della nave sulla quale prestava servizio suo figlio, fece voto di donare un terreno sul quale poi costruire una più degna chiesa da dedicarsi a Nostra Signora della Pace, affinché suo figlio tornasse vivo. Cosa che avvenne; donna Pabla tenne fede al voto, donando effettivamente il terreno per l'edificazione di una nuova chiesa, ma, nel 2015, la costruzione si bloccò nello stato in cui adesso la vediamo.
Raffaele si è offerto di dare il suo apporto alla ripartenza, principiando con il realizzare un'immagine emblematica, che potesse brillare nella notte, a prescindere che per tetto avesse un cielo stellato.

Da sinistra; Maria Cavalin, Esther Gonzalez e Graciela Reinoso, in una delle laboriose fasi della realizzazione della Virgen de la Paz.
Da lì è venuta l'adesione della chiesa gerarchica, nella figura di padre Romulo e l'ingenerarsi di una collaborazione fattiva, dapprima con Esther Gonzalez e Maria Cavalin, due magnifiche madri di famiglia, nonché devote custodi di quel simulacro di chiesa e poi raccogliendo l'amorevole collaborazione della comunità e dei gloriosi "reduci" del monumento in memoria della "deportazione", pronti a rifornire di generi di conforto e di argilla, elargita tramite un valente operatore della Ceramica San José, l'anelante artefice, con la personale consegna dell'agognata argilla da parte di don Armando Sanchez, già ministro per lo Sviluppo Umano e Sociale ed ex-sindaco di Pocito, di Luci Ferrarini, della loro figlia Natalia e di Patrizia Sendra, supportata da due forzuti nipoti.
Fra coloro che hanno messo fattivamente mano all'opera, oltre alle già citate Esther e Maria, occorre annoverare Graciela Reinoso e Mabel Medina e, strepitoso "ultimo", quel Martin Romero, tratto in salvo dalle "Madri congiunte".

Mabel Medina, addetta ai composti e Martin Romero, la cui madre donò il terreno per la costruzione della chiesa, mentre rimuove lo strato in gesso dalla Virgen de La Paz.
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Orari delle S. Messe
SABATO
17:00 | Chiesa parrocchiale Albese
17:30 | Chiesa parrocchiale Carcano
18:00 | Chiesa parrocchiale Albavilla
DOMENICA
08:00 | Chiesa parrocchiale Albese
08:30 | Chiesa parrocchiale Albavilla
09:15 | San Pietro, Cassano
09:45 | Chiesa parrocchiale Carcano
10:30 | Chiesa parrocchiale Albese
11:00 | Chiesa parrocchiale Albavilla
LUNEDÌ
08:00* | Chiesino dell'icona, Albese
08:30* | Chiesa parrocchiale Albavilla
MARTEDÌ
08:00* | Chiesino dell'icona, Albese
08:30* | Chiesa parrocchiale Albavilla
08:30* | Chiesa parrocchiale Carcano
MERCOLEDÌ
08:00* | Chiesino dell'icona, Albese
08:30* | Chiesa parrocchiale Albavilla
17:00* | Chiesa parrocchiale Carcano
GIOVEDÌ
08:00* | Chiesino dell'icona, Albese
18:00* | Chiesa parrocchiale Albavilla
VENERDÌ
08:30* | Chiesa parrocchiale Albavilla
18:00* | Chiesino dell'icona, Albese
Eventuali variazioni sono indicate negli avvisi settimanali.
* Nel caso in cui ci fossero dei funerali, la S. Messa feriale del giorno di celebrazione delle esequie di quella parrocchia verrà sospesa e le intenzioni previste saranno posticipate al giorno successivo. Le S. Messe sospese vengono segnalate sulla WhatsApp Community