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Cronache parrocchiali delle comunità di San Vittore in Albavilla, Santa Margherita in Albese con Cassano e San Dionigi in Carcano

Cronache parrocchiali delle comunità di San Vittore in Albavilla, Santa Margherita in Albese con Cassano e San Dionigi in Carcano

Una vita tra la gente: il cammino di don Luigi Giussani

Don Luigi Giussani durante una celerabrazione e Brugherio
Don Luigi Giussani durante una celerabrazione e Brugherio
Albavilla, Albese con Cassano e Carcano, settembre 2026

Don Luigi Giussani (da non confondere con l’omonimo Giussani fondatore di Comunione e Liberazione) è stato inviato presso le nostre parrocchie come “residente con incarichi pastorali” a partire dal settembre 2026: ma chi è don Luigi? Tanti albesini lo ricordano come il giovane sacerdote che ha trascorso in oratorio, da coadiutore, ben ventuno anni, dal 1974 al 1995.

Cercando nei vecchi bollettini parrocchiali abbiamo scovato un articolo nel quale lui stesso, nel 2015, raccontava la sua vocazione e le sue esperienze e abbiamo deciso, con il suo consenso, di riproporlo quasi integralmente qui di seguito.

L’infanzia e le prime domande

«[…] Ecco, se volessi ripercorrere i miei anni sacerdotali e volessi trovare il filo rosso che mi ha sempre guidato, “amore” è la parola giusta.

Devo essere sincero: mi sono sempre sentito amato. Prima di tutto dal mio buon Dio che ha voluto che io venissi al mondo in un paesino (allora) dell’hinterland milanese, Bussero, il 24 luglio 1947. La mia famiglia abitava in una cascina, lontana dal paese, senza acqua corrente, senza luce elettrica, senza nessuna di quelle comodità che oggi abbiamo quasi in superfluo.

don Luigi Giussani bambinoEppure ero felice. Mi recavo volentieri a scuola. Non ero una cima negli studi, però mi impegnavo. Ero contento di imparare l’italiano e di conoscere cose nuove che mi aprivano la mente a comprendere lo spettacolo della natura che a ogni stagione scorreva sotto i miei occhi stupiti.

Tante domande sorgevano nel mio cuore. Non osavo esternarle. A quel tempo i bambini venivano spesso zittiti e resi soprattutto ubbidienti. Ma io, in silenzio, ascoltavo e osservavo.

Mi colpiva, in modo particolare, il mio parroco don Giuseppe Carugo. Non era un tipo facile. Anche se alcune volte era un po’ burlone, incuteva però timore. Aveva un certo alone di mistero attorno a sé. Forse era il mistero di quel

Dio di cui era stato fatto sacerdote e pastore.

Fu lui a pormi quella domanda che in verità era risposta a ciò che si agitava nel mio cuore: “Se Gesù ti dovesse chiamare a fare il prete tu gli diresti di sì?”. Io tacqui, ma continuai ad ascoltarlo e osservarlo.

In verità non è che capissi molto delle sue prediche (era un po’ difficile per me) ma mi colpiva il suo modo di vivere e il suo modo di celebrare. Si capiva al volo che ci credeva quando aveva tra le mani il Corpo e il Sangue di Gesù.»

La risposta

«Ma chi era Gesù? Perché il mio parroco tremava quando pronunciava le parole della consacrazione o quando mi assolveva dai miei peccati? Quello che veniva dall'alto cominciò ad affascinarmi.

La mia famiglia, la mia cascina, il mio cane, gli amici, la natura che mi circondava erano realtà troppo belle per essere destinate a finire. Ci doveva essere “Qualcuno” nel quale ogni cosa bella sarebbe durata per sempre.

Per sempre! Quel Gesù, che era così in alto, me lo sono trovato molto vicino, dentro di me.

A Lui e al mio parroco ho detto di sì. Ero in quinta elementare. Il cammino fu lungo e difficile. Ma non mi sono mai sentito solo. Mio papà, mia mamma, mia sorella, i miei parenti e amici mi hanno sempre sostenuto e aiutato, anche economicamente. Ma soprattutto il mio buon Dio mi era sempre vicino, mi aiutava e mi preservava da certi pericoli nei quali ingenuamente mi infilavo. L’ho capito dopo.»

I primi anni di ministero

«L’8 giugno 1974 fui ordinato sacerdote per mano di S.E.R. mons. Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano.

Prima destinazione fu Albese con Cassano dove rimasi per ventun anni come coadiutore dell’oratorio e insegnante nelle elementari (con don Carlo) e nelle medie.

Don Luigi Giussani ad Albese, insegnante alle scuole medie

Foto di gruppo, ad Albese con Cassano, con don Luigi e una classe delle scuole medie.

Non ho paura a dire che furono gli anni più difficili e più belli.

Difficili, perché ho percepito che avevo tante cose da imparare. Certo ero un prete perché ero stato ordinato sacerdote, ma prete, in verità, dovevo ancora diventarlo. Ringrazio il mio parroco di allora, don Carlo Giussani, che mi ha dato le “dritte” giuste. Certo il nostro rapporto non fu sempre idilliaco... ma io l’ho sempre stimato e ascoltato soprattutto nella sua impostazione pastorale, il cui obiettivo era maturare nella sua parrocchia una vera fede al di là di una vaga religiosità.»

Una delle testimonianze più significative di quegli anni arriva dalla pubblicazione di una raccolta di omelie di don Carlo Giussani. Don Luigi ha recuperato gli appunti delle prediche del suo vecchio parroco e, a distanza di molti anni, ne ha curato la pubblicazione nel volume “Perseveriamo nella fede – Omelie di don Carlo Giussani”, un gesto che racconta molto del valore attribuito a quell'esperienza: non soltanto un ricordo personale, ma una memoria da custodire e condividere con la comunità.


«Belli, perché ho trovato tanti amici veri che mi hanno capito, aiutato, supportato e anche perdonato gli errori nei quali inevitabilmente sono incappato. Di questi mi dispiace e chiedo scusa.»

Con i miei ragazzi, con i miei giovani, con le famiglie, a scuola e in Oratorio abbiamo fatto tante belle cose. Mi ricordo gli incontri di catechesi, le discussioni, i giorni trascorsi insieme in preghiera e in scampagnate, gli OrFeAl, i campeggi (Campodolcino, Premadio... ), i cineforum, i teatri con la “Compagnia instabile”, le “Band” musicali e i “Festival della Canzone” e altro ancora...

Ho nel cuore le due vocazioni religiose che sbocciarono in quegli anni: suor Luigia Pasquin e Padre Marco Maesani.»

Don Luigi ha coltivato per anni la passione di scattare foto e girare filmati: lo ricordo bene con in mano la cinepresa (o con il megafono che usava per condurre l’OrFeAl 😊). Quella sua attività ci consente, ancora oggi, di rivivere tante belle esperienze vissute dentro e fuori dall’oratorio a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Qualche anno fa, infatti, ebbe l’idea di digitalizzare i filmati e ci consentì di pubblicarli sul canale YouTube dell’oratorio S. Giuseppe dove, chi lo desidera, può andarli a vedere (o rivedere) in qualsiasi momento.

La sofferenza si fa maestra

«Ma tutto in questo mondo passa. Nel 1995 venni destinato come cappellano dell'Ospedale di Cantù e di Beldosso in Longone al Segrino. Con fatica ho detto di sì al mio vescovo. Il passaggio non è stato facile. Ritengo però che quell’esperienza mi abbia fatto molto bene. Sono stato obbligato a fare i conti con il mistero della sofferenza e della morte. Mi sono accorto che le risposte imparate a scuola o sui documenti ufficiali contavano veramente poco quando incrociavo lo sguardo sofferente e pieno di interrogativi di chi era malato o di chi percepiva che gli mancava poco da vivere. Cosa dire? Paradossalmente sono stati loro, gli ammalati, ad aprirmi a quei misteri quando venivano da me e mi cercavano solo perché ero un prete.»

Ricominciare tutto da capo

«Nel 1998 moriva a Cremnago di Inverigo il parroco don Giancarlo Maggioni. Venni chiamato dal vescovo che mi diede la nuova destinazione: essere parroco di Cremnago. Bisognava ricominciare tutto da capo. Chiedo scusa per il ripetermi, ma, anche a Cremnago come nella successiva destinazione del 2004 a Copreno di Lentate su Seveso, ciò che mi ha accompagnato e sostenuto nei momenti, anche qui, belli e difficili è stata la certezza dell’amore sempre presente del mio buon Dio e della mia gente.

Don Luigi Giussani a Copreno

L'ingresso di don Luigi Giussani a Copreno nel 2004.


Scorrono i volti di bambini, di giovani, di famiglie (sarebbe molto difficile elencarli tutti, ma li ho tutti impressi nella mia mente e nel mio cuore). È stato bello condividere con loro la stessa strada e aiutarci a capire che cosa Dio voleva da noi e trovare insieme la forza di farlo.
Non posso dimenticare eccelse figure di suore e di sacerdoti religiosi (guanelliani, betharramiti, saveriani, passionisti...) che mi hanno consigliato e hanno pregato per me. Per tutti ho un sentimento di grande gratitudine.»

A BRUGHERIO

«Nel 2010, come fulmine a ciel sereno, la nuova destinazione. Dovevo lasciare Copreno e recarmi a Brugherio, nella parrocchia di S. Paolo apostolo, come “vicario di comunità pastorale”.

In Diocesi si evidenziava una maggiore carenza di preti, era necessaria una nuova impostazione pastorale e un nuovo modo di essere prete (così almeno veniva detto) per cui era necessaria questa riorganizzazione del personale.

Mi recai a Brugherio. Il contesto cittadino (con dinamiche diverse dai luoghi in cui ero stato fino a quel momento) mi ha obbligato a una nuova rielaborazione.

Sono grato ai miei confratelli che ho trovato nella comunità pastorale […], per la loro benevola accoglienza.

Ancora ho sentito attorno a me il calore di coloro che dovevano essere la mia gente. Essi mi hanno aiutato davvero a superare alcuni momenti un po’ bui…»

Castelmarte e Proserpio

Il 2014 segna un nuovo capitolo della sua vita. Dal 1° novembre don Luigi viene nominato parroco di Castelmarte e Proserpio. Per circa otto anni don Luigi guida le due parrocchie. Nel 2022 la Diocesi di Milano lo nomina amministratore parrocchiale e la sua presenza pastorale nelle due comunità prosegue fino al 2026.

«Quando ormai pensavo che lì sarei arrivato alla pensione con sorpresa mi venne fatta la proposta di ritornare a fare il parroco. Il 17 dicembre 2014 feci il mio ingresso […] nella parrocchia di S. Donnino martire in Proserpio e nella parrocchia di S. Giovanni evangelista in Castelmarte. E la storia è ricominciata…»
[…] Mi permetto di concludere queste righe con un invito caldissimo alla preghiera. Se mi volete bene e volete continuare a volermene questo è ciò di cui ho bisogno.
Grazie.»

Don Luigi Giussani a Cassano, san Pietro, 2024

Don Luigi, nel 2024, a Cassano, nella chiesa di S. Pietro, durante la celebrazione della festa dei ss. Pietro e Paolo nel 50º anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

L’arrivo nelle nostre comunità

Concluso il servizio a Castelmarte e Proserpio, con decorrenza da settembre 2026, don Luigi viene destinato ad affiancare i sacerdoti delle comunità di Albavilla, Albese con Cassano e Carcano. Risiederà presso la canonica di Albavilla.

Rileggendo oggi le sue parole, appare chiaro che proprio attraverso tutte le sue esperienze don Luigi ha imparato ciò che significa essere sacerdote: non una condizione acquisita una volta per tutte, ma un cammino da continuare ogni giorno, insieme al nostro buon Gesù e alle persone che si incontrano nelle comunità nelle quali si è chiamati a servire.

Valerio Ciceri


Fonte: bollettino parrocchiale di Albese con Cassano del luglio 2015. Foto: archivio privato di don Luigi Giussani.



Orari delle S. Messe




Eventuali variazioni sono indicate negli avvisi settimanali.

* Nel caso in cui ci fossero dei funerali, la S. Messa feriale del giorno di celebrazione delle esequie di quella parrocchia verrà sospesa e le intenzioni previste saranno posticipate al giorno successivo. Le S. Messe sospese vengono segnalate sulla WhatsApp Community

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